Dottore, l’angiologo mi ha detto che ho un disturbo posturale!

Quando cominciai a lavorare nel mondo della posturologia e della baropodometria elettronica, alla fine degli anni ’90, mi pareva strano che i colleghi che chiedevano più frequentemente una mia consulenza non fossero i medici specialisti in ortopedia o in fisiatria. In effetti, ancor oggi, la prescrizione di un’analisi posturale e di un esame baropodometrico è prevalentemente richiesta da uno specialista in angiologia o in chirurgia angiologica.

Ciò perché questi specialisti, già da diversi decenni, si sono accorti che la famosa soletta di Lejars, una fitta rete di capillari e vene plantari, nei casi di insufficienza venosa cronica era frequentemente alterata da segni di ristagno e che questi erano spesso correlati ad alterazione dell’appoggio e della biomeccanica plantare.

Il PIEDE, infatti, rappresenta il nostro TERZO CUORE. Poiché, insieme all’organo cardiaco, propriamente detto e all’azione di pompa pneumatica dei polmoni, il piede, insieme a tutta la muscolatura dell’arto inferiore, contribuisce alla funzione emodinamica.

Nel corso della marcia, di fatto, attraverso il rotolamento che il piede fa sulla sua base d’appoggio terrestre, esso agisce spingendo il sangue verso le vene della gamba. I muscoli delle gambe contraendosi simultaneamente, imprimono sulle vene profonde quella vis a tergo che costringe il sangue a risalire, contro gravità. Questo avviene regolarmente ogni qual volta una gamba è in fase di standing, cioè portante il corpo. Nell’altro arto, invece, in fase di swinging ovvero di oscillazione, la muscolatura è rilassata ed il sangue, venendo a mancare la pressione muscolare, defluirebbe in direzione dei piedi se le vene non fossero dotate di apposite valvole che ne impediscono il reflusso.

Ovviamente la maggiore efficienza cardiocircolatoria si ha quando le valvole sono perfettamente continenti, se no abbiamo, per aumento della pressione idrostatica, la dilatazione delle vene. Ma anche quando la forza muscolare si esercita oltre che simultaneamente, armonicamente, con ugual forza contrattile dai muscoli dell’arto inferiore.

Gli angiologi hanno notato che la presenza di un piede piatto o valgo o solo valgo-pronato è spesso correlato ad un disturbo della circolazione. Perché? È semplice! Il piattismo, come qualsiasi disturbo posturale determinato da uno squilibrio della forza muscolare, è causato da un deficit della forza dei muscoli interni del piede (tibiali), con una prevalenza di quelli esterni (peronieri).

Ne consegue che la coppia di forza applicata al sistema venoso perde di efficacia e determina un cronico ristagno circolatorio.
Ma il piede valgo-pronato è esso stesso causa di difficoltà circolatoria, ma questo è un discorso di cui parleremo in un nuovo articolo.