Una critica alla medicina ortopedica

Intervista al dott. Francesco Formisano

Fisiatra, esperto di posturologia, tecnico ortopedico
Ortopedia Formisano di Castellammare di Stabia

Ma il piede piatto (o cavo) bilaterale esiste veramente?

A mio modestissimo avviso, molto raramente. Mentre esistono molto ma molto più frequentemente (dico questo solo sulla base dell’esperienza accumulata in 25 anni di baropodometria elettronica ed obiettività posturale) piedi asimmetrici e, in dinamica, spesso, disarmonici.

Un appoggio asimmetrico è caratterizzato dal fatto che un piede ha un appoggio diverso da quello dell’altro. Nel caso sopra, mi ripeto, frequentissimo, abbiamo a sinistra un piede cavo, a destra un piede normale, in cui però si registrano valori pressori più elevati nel compartimento centrale (istmo), rispetto a quanto registrato dal piede controlaterale, che, invece, ha valori pressori relativamente molto ridotti.
Del piede disarmonico ne parleremo in altra occasione. Ma anche in questo caso non ci troveremo di fronte ad un appoggio patologico perfettamente bilaterale.

Ma perché non è nella logica neuro-fisiologica del movimento pensare ad una patologia perfettamente bilaterale?

Per un semplice motivo: l’uomo si muove con uno schema motorio che funziona con il meccanismo dell’inibizione reciproca, un riflesso spinale: uno schema non governato dal cervello ma dal midollo spinale (la propaggine del cervello che corre nella colonna vertebrale). Si tratta quindi di riflesso di ontogenesi arcaica. Ma, senza paroloni, significa che se io contraggo i muscoli che mantengono estesa una delle due gambe, quella che mi sta portando, nell’altra, che sta oscillando ed avanzando il piede in un nuovo passo, mi trovo rilassati i muscoli estensori (se no, ci muoveremmo come Frankenstein o, per i più giovani, uno Zombie). In pratica se ho forti dolori dei muscoli in una gamba, e questo mi porta ad appoggio patologico, per questo schema ad inibizione reciproca, nella gamba controlaterale, ci troverò un pattern motorio opposto.

Quindi, quando anche, ci trovassimo di fronte ad un sottofondo di piattismo o di cavismo, avremo per forza una prevalenza di lato della patologia.