Il Piede: serve solo al movimento?

Intervista al dott. Francesco Formisano

Fisiatra, esperto di posturologia, tecnico ortopedico
Ortopedia Formisano di Castellammare di Stabia

Il piede serve solo al movimento?

Ogni giorno il nostro organismo compie movimenti e azioni come camminare, alzarsi, correre. In ognuna di esse il nostro corpo si confronta con una forza misteriosa che muove e governa tutto l’Universo. La forza di gravità.

Il primum movens di questo sistema antigravitario, non essendo l’uomo sostenuto da fili come un burattino, sta proprio in questo meraviglioso dispositivo che è il nostro piede.

Qualcuno si è mai fermato a pensare a quanti milioni di passi abbiamo fatto nell’ultimo anno o nella nostra vita?

Eppure non ci accorgiamo del piede fino al momento in cui non richiami la nostra attenzione su di esso con qualche dolore.

Il piede si muove meravigliosamente attorno ad un’elica immaginaria (l’elica rappresenta il substrato fondamentale di un notevole numero di strutture biologiche: gli acidi nucleici, molte proteine strutturali come il collagene, la cheratina etc.) che permette a quest’organo di svolgere una fase propulsiva in cui tutte le strutture ossee si serrano tenacemente compattandosi.

Questa si alterna ad un’altra fase di rilassamento in cui la nostra estremità distale adatta la propria struttura alla superficie di appoggio e si trasforma in un efficientissimo organo di senso che informa costantemente e a velocità impressionanti (stiamo intorno ai 120m/sec ovvero 432 km/h) il nostro sistema nervoso centrale della sua posizione nello spazio, della qualità del terreno di appoggio, della sua conformazione fisica.

Iil piede è un organo di senso!

Infatti la superficie di corteccia cerebrale dedicata al piede è per ben 2/3 costituita di neuroni dedicati alla sua sensibilità e solo per 1/3 alla sua motricità! Il rapporto risulta invertito sia per la mano che per la lingua (quest’ultima per esempio oltre che un potentissimo organo di senso è un importantissimo organo di moto). Questo ci è noto dal momento in cui uno studioso canadese, Wilder Penfield, è riuscito a mappare dettagliatamente la corteccia motoria umana nel XX secolo.

L'homunculus corticale

“L’homunculus corticale è una rappresentazione della suddivisione anatomica dell’area somestesica primaria, dove prende il nome di homunculus sensitivo o somestesico o somatosensoriale, e dell’area motoria primaria, dove prende il nome di homunculus motorio.[1]

Il termine homunculus è dovuto al fatto che la rappresentazione del corpo umano appare grottesca e sproporzionata. In quello sensitivo alcune regioni, soprattutto la mano, il piede e la bocca, sono ingrandite, perché la grandezza di una regione è proporzionale al numero di recettori cutanei in essa presenti; allo stesso modo in quello motorio mano e volto sono ingranditi proporzionalmente al numero di placche motorie, che permettono un movimento più fino.”

L’homunculus corticale – Fonte: Wikipedia