Genesi di un disturbo posturale

Intervista al dott. Francesco Formisano

Fisiatra, esperto di posturologia, tecnico ortopedico
Ortopedia Formisano di Castellammare di Stabia

Il sistema tonico posturale

Abbiamo già detto, in un precedente documento (se è possibile: collegamento ipertestuale), che la postura è l’epifenomeno di un complesso apparato cibernetico (hardware: vie e organi nervosi; software: network neuronale) che prende il nome di Sistema Tonico Posturale Fine.

Il sistema nervoso centrale può essere assimilato, al computer centrale. Nonostante il fatto che un computer non ha facoltà di pensare, ma solo di elaborare dati, per svolgere questa funzione, ha bisogno di qualcuno che lo accenda, lo programmi e vi immetta dati. Il nostro sistema nervoso, invece, è capace, già dal 14° giorno di gestazione, per tutta la vita, di strutturarsi, specializzarsi ed interagire con l’ambiente e riparare i danni dovuti all’uso o ad una qualsiasi noxa.

Il sistema tonico posturale

In pratica, fa tante cose che il nostro PC non è minimamente in grado di fare: ha una funzione on/off perfettamente auto-regolata, installa da solo il suo Hard-ware ed il suo soft-ware, ne compie da solo il settaggio e gli adattamenti e gli aggiornamenti e da solo immette e gestisce perfettamente milioni di dati.
I terminali di immissione dati li potremmo ricondurre all’area sensoriale del sistema nervoso periferico. La tastiera o il mouse sono comparabili ai nostri organi di senso.

I terminali di esecuzione del comando, come fanno il monitor o la stampante 3D oppure uno dei nostri robot per la produzione delle nostre ortesi, eseguono materialmente le decisioni dell’elaboratore centrale dei dati. Così la nostra struttura neurologica, muscolare ed osteo-articolare mette in essere schemi motori, nuovi o prestabiliti e appropriati alla necessità del momento. E ciò con inimmaginabile rapidità ed eccezionale precisione, ergonomia ed economia di risorse, grazie a controlli a livello centrale e periferico caratteristici della struttura cibernetica.

Sistema cibernetico

Se mi sono permesso di assimilare il sistema tonico posturale, in quanto cibernetico, ad un pc, è perché è vero anche il contrario, come afferma Wiener, qui di séguito:

«I molti automi dell’epoca presente sono collegati al mondo esterno sia per quanto riguarda la ricezione di impressioni, che per l’esecuzione di azioni. Essi contengono organi sensoriali, effettori, e l’equivalente di un sistema nervoso per il trasferimento dell’informazione dagli uni agli altri (…) Non è affatto miracoloso che possano essere trattati in un’unica teoria assieme con i meccanismi della fisiologia». (Norbert Wiener)

Gli elementi che compongono un sistema cibernetico sono interrelati: la variazione di stato di uno di essi ha degli influssi sugli altri, che, a loro volta, cambieranno, di conseguenza, il proprio.

In un sistema così organizzato è quindi possibile un continuo lavoro di autoregolazione che permette delle performances ad alta efficienza, come è il controllo della postura statica e dinamica in ogni animale.

Ma la cibernetica non è un’invenzione dell’uomo tecnologico. È presente nella biologia dei batteri, dei microrganismi pluricellulari e poi via via fino agli esseri umani da milioni di anni.

La capacità di autoregolazione permette degli adattamenti del sistema al fine di continuare la funzione del sistema stesso anche quando intervengano dei fattori ambientali perturbanti, positivi o negativi che siano. E questo ha permesso agli organismi con sistemi più efficaci di superare la selezione naturale, che, come tutti sappiamo, è determinata dalla maggior o minor capacità di adattamento all’ambiente di un organismo.

La macchina perfetta

Un sistema tonico posturale funzionante con criteri cibernetici ha permesso all’uomo performances motorie tali da poter scalare le posizioni della piramide dei predatori, partendo come australopiteco.
Vi siete mai scottati un dito? Quando avete sentito il dolore? Prima o un bel po’ dopo aver retratto rapidissimamente la mano dalla fonte di calore? La nostra macchina perfetta doveva essere in grado di fuggire ben prima di sentire il dolore della lesione inferta dal nemico. L’ominide doveva esser in grado di correre anche se ferito o anche se una spina irritativa determinava una zoppia più o meno grave.

Quel sistema, così determinante per il successo di specie, funziona ancora oggi, quando uno degli elementi fondamentali per il controllo posturale nasce o viene ad essere perturbato da un evento patologico qualsiasi. Allora, il sistema tonico funge da sistema tampone, di compenso, e permette alla macchina, di poter, sebbene in un assetto imperfetto, continuare a fare la vita di ogni giorno.

I sistemi più frequentemente perturbati

Sono in ordine di ontogenesi:

  • il sistema glosso-stomatognatico: le alterazioni della dinamica della deglutizione (che possono insorgere già in epoca fetale e poi, in epoca post-natale per difficoltà nella suzione dal capezzolo o per l’uso dei ciucciotti o perché il bimbo si ciuccia il dito) sono molto frequenti e, verosimilmente, il primum movens nella gran parte dei disturbi posturali. E se pensiamo che la lingua:
    • rappresenta l’unico compartimento del corpo ad essere innervato da 5 nervi (non me li chiedete, non me li ricordo),
    • che è composta da 16 coppie di muscoli più uno,
    • che interagisce biomeccanicamente con la mandibola, la base cranica e con i muscoli cefalogiri (che muovono la testa),

allora comprendiamo come, un difetto posturale o motorio della lingua o della mandibola possa indurre alterazioni più o meno severe del sistema posturale.

  • Il sistema vergenziale e/o rifrattivo dell’occhio.
    Che l’occhio possa essere un fattore determinante nel controllo del movimento e della postura dovrebbe risultare facilmente comprensibile. Ma troppo spesso si osservano deficit della vergenza (strabismi) o della rifrazione (soprattutto l’astigmatismo), sotto-stimati o mal corretti.
  • Il compartimento viscerale.
    Troppo spesso considerato una cosa a sé stante. Può essere causa di disturbi posturali.
  • L’assetto bipodalico.
    L’assetto bipodalico è fortemente determinato da disturbi posturali insorti nei distretti sopra descritti. Perciò si usa dire “disturbo posturale discendente”. Di fatto il piede rappresenta l’ultimo dei sistemi di compenso di un disturbo della deglutizione o dell’occlusione o della vergenza oculare. Ne deriva una baropodometria elettronica in cui si registra una non perfetta distribuzione del carico, fra i piedi e all’interno del singolo appoggio. Un’asimmetria della forma dei due piedi (vedi figura a lato). Un fenomeno molto frequentemente osservato. Esso necessita certamente di un intervento ortesico. Ma, proprio per quanto appena detto, anche di un inquadramento in un’équipe multidisciplinare.